San Martino V.C. è situato ai piedi del monte Pizzone e del monte Teano, facenti parte dei monti del Partenio. Ha un'altezza sul livello del mare che varia da 197 m a 1525 m. Il territorio di San Martino Valle Caudina è caratterizzato da fertili terreni a valle del paese e una rigogliosa vegetazione a nord con fitti castagneti e faggeti.

               

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STORIA

I primi insediamenti nel territorio di San Martino risalgono al Neolitico ed all'Età del Bronzo. Le origini di un vero e proprio insediamento stabile, però, vennero ricollegate da Padre Arcangelo da Montesarchio (1732) alla dominazione romana, che sarebbe sorto attorno ad un oppidum eretto in epoca preromana (Hirpini o Caudini). Infatti, nell'area si svolsero cruente lotte tra i Romani e la Lega Sannitica (a cui avevano aderito gli Hirpini) nel 320 A.C. e lo storico Tito Livio, trattando delle Guerre Sannitiche, di Pirro e di Annibale riportò la presenza nella Valle Caudina di villaggi (Vici) duramente colpiti dai Romani.

Avendo avuto la meglio su Caudium (odierna Montescarhcio, capitale dei Caudini), i Romani avrebbero eretto diversi altari nella zona, tra cui quello dedicato al Dio della guerra, Marte, "Ara Martis", che con l'affermazione del Cristianesimo sarebbe diventato un tempio dedicato a S. Martino. In origine, infatti, San Martino fu sostanzialmente un Monastero nei pressi del Castello, attorno a cui andarono aggregandosi strutture civili e religiose. Infatti, già nell'837, un documento fa riferimento ad un Castello e un Monastero a San Martino e poco dopo, nell'876, il Vescovo S. Palerio ed il suo Diacono S. Equizio fuggiti dalla distruzione di Telese ad opera dei Saraceni, iniziarono la predicazione in quest'area.

A partire dalla metà del XIV secolo, i Lagonessa, Duchi di San Martino acquisirono la proprietà del feudo (alcuni riportano la data del 1334), a cui rimase per secoli. Infatti, da tale data, la storia di San Martino è un tutt'uno con la storia della famiglia feudataria della Leonessa, giunta in Italia al seguito di Carlo d'Angiò, il cui cognome, col passare dei secoli, fu modificato da de Lagonière, a della Lagonessa ed, infine, in della Leonessa. La discendenza della famiglia della Leonessa continuò fino al 1797 con Giuseppe Maria, principe di Sepino e duca di San Martino. Estinto il ramo maschile all'inizio del XIX secolo, il titolo passò per filiazione femminile ai Ruffo e con Carolina Ruffo ai Pignatelli di Monteroduni nella persona del figlio secondogenito Alfonso Pignatelli della Leonessa (1825-1929). Si tratta dello stesso titolo conservato fino ad oggi dal duca Giovanni Pignatelli della Leonessa attuale proprietario dell'imponente castello intorno al quale si formò il borgo medioevale.

Anche questo Comune Irpino patì il fenomeno del brigantaggio, per l'azione della Banda facente capo a Cipriano La Gala, che trovò rifugio nei monti circostanti.

San Martino diede i natali al patriota e poeta Paolo Emilio Imbriani (1808-1877), Professore di discipline giuridiche presso l'Università di Pisa, Ministro dell'Istruzione Pubblica e Senatore del Regno dal 1863 e al critico letterario ed Avvocato Carlo Del Balzo (1853-1908), nominato nel 1889 "Officier d'Académie" dal Governo francese per aver preso parte al Congresso letterario internazionale come relatore generale della Sezione straniera.

 

                     

     

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